Boavista l’isola più orientale dell’arcipelago di Caboverde offre quanto di meglio io possa chiedere: chilometri di spiagge bianchissime protese in un mare dai riflessi color smeraldo, temperature e la cordiale ospitalita’ degli abitanti ne fanno un luogo davvero unico.

La spiaggia di Santa Barbara

Sal Rei, il villaggio ancorato al suo porticciolo, fatto di case basse in stile coloniale dove predominano i colori tenui. Partire dal vecchio edificio doganale di fronte al mare e percorrere  le sue stradine, la gran parte sterrate, perdersi nei vicoli nascosti e giungere alla chiesa di Santa Isabel. Osservare poi la gente che gioca al tradizionale Uril è un buon viatico per capire, complice il lento scorrere del tempo, il  tranquillo stile di vita capoverdiano.

La chiesa di Sal Rei
Il gioco nazionale: uril
All’interno dell’asilo

Casa Velha, la mia sistemazione, è rifinita con gusto ed attenzione da parte dei giovani e brillanti proprietari coadiuvati dalle ragazze che qui lavorano. Luogo incantevole negli arredi e nella cura dei dettagli ne fanno un sicuro approdo ed un ottimo punto di partenza per la scoperta dell’isola.

Casa Velha b&b
l’isola del sorriso

Il modo scelto per visitare l’isola è un giro in fuoristrada. Decido di spingermi a Nord a Cabo di Boa Esperança dove giace il relitto di una nave incagliata che, in un primo momento, appare un cumulo di ferraglia arrugginita senza fascino alcuno. Ad una più attenta osservazione i flutti oceanici infrangono le rovine della barca creando un effetto visivo decisamente singolare. Lo raggiungo attraverso un sentiero nella macchia costellata da palmeti. Di grande impatto.

Il relitto

Più a sud la spiaggia completamente deserta che si estende per chilometri rappresenta il primo contatto con il senso di piacevole solitudine. Contrastante è lo scenario. Una zona completamente disabitata che all’improvviso lascia spazio ad un mare color turchese. L’oceano in agitazione e le grandi onde conferiscono a Praia Curalhino, meglio conosciuta come Santa Monica, una maestosa beltà. Natura incontaminata e arenile straordinariamente vuoto ne fanno un luogo paradisiaco. È la casa, tra gli altri, di tartarughe marine e granchi intenti a cercare i loro nascondigli.

Spiagge deserte
Le tonalità di azzurro

Poco distante Rabil un tempo l’antica capitale ed ora una manciata di case colorate. Qui prendo contatto con l’allegria degli isolani. Invitato all’interno di un asilo mi soffermo con i bambini incuriositi e divertiti. Approfitto per distribuire  loro alcuni quaderni e matite.

L’asilo in festa

Sahara? No deserto di Viana con una piccola oasi ed alcune palme. Il paesaggio cambia di giorno in giorno seguendo la direzione dell’ Harmattan, il vento, che dal continente africano, soffia modellando la sabbia. Un luogo privilegiato per attendere il tramonto e concludere questa giornata  in modo naturale.

Il deserto di Viana
Bimbi
Arrivederci

Grandi emozioni trasmesse attraverso attimi e piccoli gesti. Il saluto dei bambini sorridenti nei loro occhi curiosi. La Morna espressione dell’amore per la propria terra e per il mare. Questo mi porto di Boa.

 

 

Un’ottima sosta: Rencontro a Fundo de Figueiras

rencontro

Dove trovare la vera ospitalita’ capoverdiana: Casa Velha

casa

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

CC BY-NC-ND 4.0 Caboverde un continente in miniatura by Bitacora-Semplicemente un blog di viaggi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.

  • UrsaMinor

    Che gente speciale! Splendida come la loro terra!
    E quel relitto! Dimmi, non ti sei avvicinato per fare altri scatti?
    Un grosso saluto!
    Daniela

  • bitacorablog

    Grazie Daniela per il cortese commento.
    Il relitto ha una storia molto interessante ma non basterebbe una pagina per farne menzione.
    Presto altre foto.
    Un saluto a te ed un ringraziamento

    Robi

  • UrsaMinor

    Se dovessi scriverne un post, taggami che mi affascinano tanto le storie dei relitti!
    Ciao

  • bitacorablog

    Non manchero’. Grazie della gentilezza.Ciao