Da Angkor Wat a Battambang: alla scoperta di un mondo affascinante.

La Cambogia è ancora un luogo in cui le distanze si misurano con il tempo e non con i chilometri percorsi. Fa parte di un diverso modo di misurare la vita. Che qui non rincorre, mai, le occasioni. Per molti è ancora importante il senso delle piccole cose: si fa ciò che serve o quello che piace. Niente più. L’acqua melmosa del lago Tonle Sap delimita questo piccolo mare. U’idea improvvisa mi balena nella testa. Quasi senza rendermene conto lo dico ad alta voce. “La discesa, partendo da Siem Reap, del lago lago prima e del fiume poi, fino a Battambang provando a scardinare quello che è un vero e proprio isolamento stradale. È una bella sfida.” Invece di farmi paracadutare direttamente a destinazione passo di qui. Quando si può, è bello arrivare per via fluviale in un paese sconosciuto. Il servizio è prestato dall’Angkor Express Boat.

Partenza da Chong Kneas
Imbarco immediato
Il capitano

I villaggi galleggianti

Punteggiata di sofferenze, ma è bella la Cambogia, placida e dolce, accogliente come una padrona di casa che non ha bisogno di nulla per far sentire a proprio agio i suoi ospiti. La vita lungo il fiume Sangkae scorre lenta; imprigiona l’animo con la pigrizia di un posto raro dove l’ansia è sconosciuta, e il caldo umido ti si attacca addosso rallentando ogni fretta. Dimenticati i ritmi frenetici dell’occidente, questo è un luogo fuori dal tempo, tra natura e gente di fiume la cui esistenza è basata sulla pesca e su di stile di vita seminomade nei loro villaggi galleggianti.

Vegetazione rigogliosa
Le case galleggianti
I saluti lungo tutta la discesa
Volti e storie

 La discesa in questa incredibile città galleggiante termina, mio malgrado, dopo la sosta a Bak Prea. Resisto con difficoltà alla tentazione della gola e qui azzardo pesce al sale e una birra. Durante la stagione secca il fiume si ritira e l’impossibilità di proseguire diviene realtà. Il viaggio prosegue in pick-up e per una strada polverosa, in mezzo alla campagna cambogiana, raggiungendo prima del tramonto Battambang

In prossimità di Bak Prea
Impossibile proseguire
Area di sosta
Pesce al sale
Cambio mezzo di trasporto
Strade polverose 
L’ora di punta

Il benvenuto è dato da una gigantesca statua che raffigura un guerriero dalla pelle scura con una corona dorata, accovacciato sulle gambe, che protende verso l’alto una coppa con dentro un bastone: è Ta Dambong che alla città diede il nome. Ma questa è un’altra storia.

Tra miti e leggende

La Cambogia corrode senza compromessi tra stentati segnali di sviluppo e con, sempre, uno sguardo sul suo passato recente ed oscuro. Così ho scoperto questo paese, così me ne sono innamorato come capita, non di rado, a tutti quelli che lo visitano e incontrano le sue meraviglie. Un’esperienza indimenticabile nella quale immagini, gentilezza, umanità e dolcezza vengono tutte condensate in uno stato d’animo. 

 

CC BY-NC-ND 4.0 Cambogia, uno stato d’animo by Bitacora-Semplicemente un blog di viaggi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.