L’appellativo Little Red Dot, diventato famoso dopo che l’ex presidente indonesiano Habibie definì Singapore come piccolo puntino rosso, è utile per capire la nascita di questa città-stato. L’aspetto attuale, apparente dono di una natura gentile, è in realtà il risultato di una lunga e faticosa opera dei primi coloni che plasmarono questa natura all’esigenza dell’uomo. Gli emigranti cinesi che giunsero nello stretto di Malacca adottarono usi e costumi della cultura malese pur cercando di mantenere la maggioranza delle loro tradizioni sopratutto religiose e sociali. Le successive migrazioni indiane, malesi ed europee ne influenzarono la storia, il paesaggio e lo stile di vita in questa lenta e ricca evoluzione.

Murales a Chinatown

Testimonianze tangibili di questo immenso patrimonio culturale sono le zone, all’interno di Chinatown, comprese tra Neil, Kampong Bahru ed Everton road. Shophouse che conservano la loro autentica mescolanza di stili; architetture orientali ed occidentali in chiaro contrasto con la moderna metropoli dove al piano terra veniva ospitata l’attività commerciale di famiglia. Oltre il cancello, al civico 157 di Neil road, un riferimento per capire: si tratta della Baba House con visita su appuntamento e un’immersione totale nella cultura Peranakan.

Neil Road
Baba House
Shophouse Peranakan
Yip Yew Chong arte muraria Everton road

Anche dal punto di vista religioso le diverse confessioni convivono perfettamente. Quella buddista, la più numerosa, ha nel tempio in cui è conservata la reliquia del dente di Buddha il suo centro. All’interno la luce gialla, ispira un senso di festa. I monaci in preghiera, da lontano, sembra che abbiano un potere infinito. Al piano superiore è rappresentata la storia delle  tre principali scuole del pensiero buddista. Nel tempio Indù Sri Mariamman si apprezzano sculture e incisioni che mostrano divinità e temi cari all’induismo. All’interno comincia un mondo separato dal mondo. Gli spazi sono affollati come un vicolo di Calcutta. E fuori culture diverse si mischiano integre in questo miracolo che nessuno potrebbe impedire. 

Tempio del dente di Buddha
Dipinto all’interno di Sri Mariamman
Sculture e divinità indù

Singolare Little India. Atmosfera indiana e ordine tipico di Singapore. Camminando per le vie di questo vivace quartiere, si viene sommersi dagli odori molto forti e speziati della cucina indiana. Case basse ad un piano con negozi di sarti che confezionano abiti su misura e donne vestite con sari coloratissimi. Un mercato a cielo aperto. Per gustare autentiche specialità indiane questo è il posto giusto. Centro di tutto è la trafficata Serangoon road. Di portone in portone fra graffiti e graffiti, alcuni bellissimi, altri meno, ma tutti da leggere come scene di vita quotidiana dei primi coloni indù che qui giunsero.

Little India Singapore
Il pappagallo astrologo by Psyfool
Marthalia Budiman design
Case basse ad un piano

 La città verticale

Nella città verticale tutto appare come visto da un elicottero. Il panorama diventa un mare di piccole case, di piccole luci, una distesa urbana. Nella moderna downtown i percorsi sono verso l’alto. L’avveniristica area della Marina Bay nel paesaggio urbano fa uno strano ma nel contempo straordinario effetto. I tre edifici ultramoderni in vetro e cemento ne espongono ogni angolo all’intera città. Ai piedi in un incastro perfetto il Museo delle Arti e delle Scienze, a forma di fiore di loto, emerge da uno stagno a voler simboleggiare la purezza o l’accoglienza; volendo vedervi una mano tesa.

Marina Bay Sands

 

CC BY-NC-ND 4.0 Little Red Dot by Bitacora-Semplicemente un blog di viaggi is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International License.