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Discover Phnom Penh

 Il volto nuovo della capitale

Phnom Penh, capitale della Cambogia, evoca emozioni contrastanti. La più forte è tentare di comprendere come la triste storia di un recente passato si sia rivelata su un presente che non può e non vuole dimenticare. È vivo più che mai il ricordo dei crimini e degli orrori commessi dalla delirante follia di Angkar. Cinque anni di spietata dittatura causarono la perdita di un’intera generazione. La Kampuchea Democratica ha lasciato il posto ad una città a dimensione d’uomo, già ricca di templi e monasteri, di cui rimangono significative testimonanze. L’influenza coloniale francese è evidente in molti edifici. Questo connubio di caratteri così distanti costituisce la sua unicità. Bitácora vuole, qui, raccontarne il volto moderno; confinando il periodo buio alla memoria di quanto visto a Tuol Sleng e Choeung Ek. Per non obliare mai.

Palazzo Reale

Il Mekong a Phnom Penh

Se il primo approccio si rivela caotico a causa del traffico cittadino; il centro della cittá, compreso tra Monivong Boulevard e Sisowath Quay il passeggio lungo il fiume, appare incantevole. Il Palazzo Reale e la Pagoda d’Argento con all’interno il Buddha di Smeraldo sono un bell’esempio di architettura Khmer. Mio malgrado la visita al Palazzo è limitata; è possibile solo quella di alcuni edifici presenti all’interno del complesso. Molti templi vennero distrutti dopo il colpo di stato che portò al potere nel 1975 i Khmer rossi.

Sisowath Quay

Interno del complesso

Pagoda d’Argento

Uno dei santuari buddisti più importanti il Wat Ounalom sede del patriarcato buddista cambogiano, sorge alla confluenza del fiume Tonle Sap con il Mekong quasi ad esserne l’ideale porta di accesso. All’interno numerosi edifici, anche civili, e la presenza costante di monaci intenti a pregare e conversare amabilmente.

La porta di accesso

Wat Ounalom

 Significativo il tempio con stupa in cima all’unica collina della città il Wat Phnom. Fondato da Lady Penh a cui la leggenda attribuisce la fondazione di Phnom Penh. Una scalinata conduce all’ingresso principale. All’ interno è finemente decorato con pitture murali raffiguranti la vita del Buddha.

Lady Penh

Pitture all’interno

Volta affrescata Wat Phnom

 A pranzo da Malis

La cucina Khmer, per l’uso di erbe aromatiche e audaci abbinamenti, è tra le più interessanti di tutto il sudest asiatico. Per uno sguardo completo sul panorama gastronomico della città, Malis è un valido riferimento. Gradevolissimo il patio. L’ampia scelta, un servizio attento ed un menù tutto da scoprire rendono il mio pranzo una vera esperienza sensoriale.

Patio Malis

Calamaro di Kampot, Amok di pesce e Alette di pollo

Mousse miele e ginger con frutta

 Nel Psar Tuol Tom Pong meglio noto come Russian Market nella parte sud della città si possono spendere alcune ore girovagando tra bancarelle e odori pungenti. Nel passato qui si trovavano merci russe. Personalmente trovo infinitamente più cambogiano il Psar Orussey.

Mercato Russo

Volti della capitale

Venditrice di fiori

Cala la notte sul Monumento all’Indipendenza e per godere appieno di una prospettiva notturna non vi è luogo migliore dell’Eclipse Sky Bar. Dalla sua terrazza il miglior panorama sulla città. Un punto di vista privilegiato per lasciare Phonm Penh tra le tenebre di un passato non lontano e i bagliori di un promettente futuro.

Monumento all’Indipendenza

Aspettando…

Monivong Boulevard

Eclipse Sky Bar

 

Dormire: Lovely Jubbly

After Dinner: Eclipse

Dove mangiare: Mali